Il giulivo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, va molto fiero dei suoi spot antidroga. Quelli con lo slogan “Non ti fare. Fatti la tua vita” e la voce di Nek che sprona i bravi ragazzi a girare le spalle alla droga per dedicarsi al piccolo grande amore che li aspetta sulla soglia della vita con i capelli biondi e gli occhi blu.
Niente di male, ci mancherebbe. Salvo che al sottosegretario andrebbe anche spiegato che la droga più pericolosa consumata in Italia non è tanto la demoniaca bustina bianca dei suoi spot, ma i milioni di bottiglie di alcol che arredano la vita degli italiani, intasano gli spot, i film, le città. Ogni anno in Italia muoiono 40 mila persone per cause collegate all’alcol. E ne muoiono 500 per tutte le altre droghe, eroina, cocaina, eccetera.
Secondo l’Istat ci sono 3 milioni di bevitori a rischio e 1 milione di alcolisti duri. Eppure dell’alcol si parla malvolentieri, non solo per abitudine culturale o interesse. La diffusione è la sua miglior difesa. Come capita alle piaghe della violenza sessuale e della pedofilia, contro le quali si strepitano sempre allarmi, ma guai a dire che otto volte su dieci avvengono tra le sacre pareti della sacra famiglia.
Fonte: Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2011
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