Sono passati pochi giorni dalla strage di Via D'Amelio, dove perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Una morte annunciata, e alla luce delle ultime scoperte giudiziarie anche voluta, non solo dalla mafia, ma da pezzi dello stato che in quei momenti stavano costruendo sulle ceneri della prima repubblica un nuovo stato, sempre corrotto e criminale. Paolo Borsellino aveva intuito tutto e aveva preferito non scendere a compromessi con chi aveva ucciso gli uomini migliori del nostro stato, e perciò decise di continuare a schierarsi dalla parte della legalità. Qualcuno, non solo all'interno della mafia, aveva ritenuto un affronto il gesto del giudice Borsellino e aveva deciso della sua morte.
Dall'intervista traspare la sensibilità e il rigore morale dell'uomo prima ancora che del giudice, che non teme la morte ma che la giudica parte del "gioco", gioco pericoloso condotto senza regole dai suoi avversari.
domenica 25 luglio 2010
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