sabato 3 ottobre 2009

Una tragedia annunciata

L'ennesima calamità naturale che spazza tutto, sopratutto i sogni degli umili, che quotidiamente vivono sulla propria pelle le difficoltà della realtà, corrotta e sporca.
Una tragedia annunciata quella di Messina, e a poco sono serviti gli inviti della massa affinchè qualcuno si preoccupasse di risolvere un problema che avrebbe potuto creare danni e che danni alla fine ha provocato.
In Friuli il terremoto ha distrutto ma ha dato anche nuova linfa ad un popolo orgoglioso che è riuscito in poco tempo a rialzarsi e a ricostruire; in Irpinia, solo per citare un esempio, ahimè meridionale, qualcuno ha abusato dei propri poteri e approfittando del dolore altrui ha arricchito se stesso, e invece di ricostruire ha distrutto le speranze, poche, degli umili. Allora non mi soprendo se a distanza di 30 anni in Campania c'è chi ancora aspetta una casa e non mi soprenderò se lo stesso accadrà in Abruzzo.
Il popolo può fare poco, ma potrebbe, quando l'occesione si presenta, mandare a governare chi realmente ha le capacità e chi sopratutto rappresenta la colletività e i suoi interessi. In Italia invece mandiamo al potere Lombardo a scapito della Borsellino, persona che più di altri in quella terra potrebbe rapresentare la lotta alla mafia e quindi ad un sistema di potere che come una piovra prende tutto.
I nodi vengono al pettine ma poi non siamo capaci di condannare, senza appello, i responsabili e anzi gli concediamo l'ennesima chance, evidenziando un senso innato di masochismo cieco e selvaggio. Ora piangiamo il morto ma cerchiamo l'assasino e questa volta mandiamolo dietro le sbarre, perchè è giusto che anche lui paghi per le sue colpe.
Il meridione piange sempre, invoca aiuto ma in avanguardia mandiamo sempre i soliti, quelli che in fin dei conti rappresentano la parte peggiore della nostra terra, quelli che nonostante un mandato elettorale ricevuto rappresentano i propri interessi e del bene pubblico se ne fregano. Speriamo che qualcosa possa cambiare, speriamo che l'ennesima tragedia possa servire da monito e che alla prossima tornata elettorale nel silenzio della cabina possiamo finalmente mandare qualcuno di più capace.

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