All'età di 55 anni a causa della SLA si spegne Franco Tafuni, presidente dell'Altamura calcio. Termina un ciclo e speriamo che un altro si possa riaprire, ma forse vivere di speranza è da ingenui ma sopratutto da stupidi.
Tafuni, che fece del calcio oltre che una passione anche un lavoro, era uno che il pallone lo amava, ma come tutti gli amanti ha tradito la sua donna, e questo suo tradimento gli è costato caro.
Avrebbe potuto lasciare al massimo del suo splendore, o anche all'inizio del declino ma ha voluto continuare e ha riportato cosi la sua U.S. Altamura dove l'aveva presa.
C'è chi continua ad esaltarne le gesta e chi invece cerca di analizzare tutta la storia calcistica, fatta di vittorie ma anche di sconfitte. Io prefisco guardare tutta la sua esperienza e credo che anche lui, come tutti gli essere umani, ha comunque commesso degli errori che ovviamente hanno macchiato la sua immagine. Ha avuto la capacità di scoprire campioni, ma ha avuto anche la fortuna di vivere un calcio d'altri tempi dove vincere era, forse, anche più facile, e dove spesso la sua forza d'animo e la sua irruenza facevano la differenza, ma sopratutto ha avuto anche la fortuna di vivere l'Altamura del boom del salotto, città che ogni giorno sfornava imprenditori e dove la disoccupazione era una scelta e il calcio, anche grazie agli ottimi risultati che la squadra locale otteneva, diventava una passione sempre più dilagante. Ovviamente tutti questi fattori facevano si che il sostegno economico che la città poteva garantire allo sport locale era importante. Oggi queste situazioni sono venute meno e non a caso il suo declino sportivo è incominciato proprio quando Altamura cambiava.
Ora ci ritroviamo qui ad aspettare che qualcosa possa cambiare o che la ruota possa fermarsi anche qui ad Altamura, ma onestamente credo che la nostra città non dia quelle garanzie necessarie per poter avviare un discorso calcistico serio e duraturo.
Meglio niente che Lorusso presidente.
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