
L'uomo attraverso le leggi garantisce alla propria esistenza un minimo di ordine e certezze, necessarie per vivere in tranquillità ed evitare di sprofondare in un eterno stato di natura, dove l'uomo, lupo dell'uomo, uccide se stesso e i suoi simili, dando risalto alle sue peggiori attitudini. La legge evita che tutto questo possa accadere e interviene, per mezzo dei tutori dell'ordine, ora magistrati ora forze di polizia e pulizia, per sconfiggere sul nascere qualsiasi forma di rappresaglia.
La legge non è quindi uno strumento di offesa, nè tantomeno un mezzo per incutere timore.
Camminando mi capita di inbattermi in uomini spietati e privi di scrupoli che pensano di abusare della loro presunta intelligenza, limitata comunque, e di approfittare della ignoranza, anche questa limitata, degli altri per raggiungere i loro obiettivi.
La legge, bella o brutta, giusta o ingiusta rimane comunque uno strumento di tutti, che tutela la collettività e non ristrette cerchie di privilegiati, anche se capita spesso che le interpretazioni, contradittorie tra di loro, avantaggino pochi deludendo molti.
L'uomo offende o attacca, usando le armi che meglio è in grado di usare: fucili coltelli mazze e parole nessuna distinzione esiste fino a quando l'obiettivo comune è eliminare il prossimo. La legge però non è arma, ma l'espressione più immediata della, presunta, uguaglianza o quantomeno delle uguali possibilità che tutti noi dovremmo avere, e per quanto inaccettabile come principio bisogna rispettare, a malincuore, la ratio della lex.
La legge rimane un mezzo per preservare la pax sociale e garantire l'ordine, dando a tutti gli stessi diritti e doveri e le stesse possibilità.
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