
Riporto uno stralcio dell'articolo apparso sulla edizione on line di repubblica.
Sessantatre sigle di gruppi ultrà (su 85) sono di estrema destra: in pratica il 75 per cento delle tifoserie che, dietro il "culto" della passione calcistica, compiono aggressioni e altre azioni violente premeditate. La firma: croci celtiche, fasci littori, svastiche, bandiere del Terzo Reich, inni al Duce e a Hitler. Sono state 330 le aggressioni da parte di militanti neofascisti tra 2005 e 2008. Concentrate soprattutto in tre aree del paese: il Veneto (Verona, Vicenza, Padova), la Lombardia (Milano, Varese) e il Lazio (Roma, Viterbo). Sono i vecchi-nuovi "laboratori" dell'estremismo nero. Con Roma - anche qui - capitale.
Fonte: Repubblica.it
Alcune considerazioni a margine dell'articolo.
Non esistono sigle ultras registrate presso un ufficio anagrafe, pertanto non capisco come si possa dire che 63 gruppi ultras appartengono alla destra radicale.
Nella maggior parte dei casi, e mi riferisco ai gruppi che si dichiarano appartenenti ad un certo schieramento politico, si tratta di entità di piccola portata, che comunque non usano la curva per fini politici, e aggiungo inoltre che il fenomeno è circoscrivibile ai grandi centri metropolitani, dove la curva assume un valore più complesso rispetto a quelle della provincia e ovviamente le infiltrazioni politiche sono una cosa abbastanza normale e ovvia.
Chi vive di ideali, siano essi di sinistra che di destra, cerca di portali anche nella vita di curva, ma anche nelle piazze e nei pub.
In conclusione se 63 gruppi sono neri, quanti sono quelli rossi? Spero che non siano 22, altrimenti anche il movimento ultras sarebbe caratterizzato dal bipolarismo.
Chissà i mastelliani ultras quale schieramento avranno scelto?
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