sabato 21 marzo 2009

Giancarlo vive


Giancarlo Monni era un normale cittadino, che è stato trattato come tanti altri normali cittadini: nessuna tutela, nessun diritto, nessuna forma di rispetto.
I carabinieri si sono presentati a casa del ragazzo per prelevarlo e portarlo nella casa circondariale del Buoncammino, nel centro del capoluogo sardo.
Nel carcere è stato oggetto di continui soprusi e a nulla sono serviti gli inviti che lo stesso rivolgeva ai propri secondini, i quali nonostante le sue precarie condizioni fisiche, aveva 40 di febbre al momento dell'arresto, lo costringevano a docce gelate e a continue percosse.
Le sue condizioni sono peggiorate e d'urgenza è stato condotto in ospedale, dove non c'era più nulla da fare: Giancarlo è morto di broncopolmite.
I suoi amici si sono recati sotto il carcere per protestare e urlare la loro rabbia per una morte assurda,chiedendo chiarezza e verità per una vicenda che rischia di cadere nel dimenticatoio, come già accaduto per altri fatti di cronaca.
Giancarlo era un componente di spicco degli Sconvolts Cagliari, gruppo ultras della locale squadra di calcio e questa sua passione l'ha accompagnato per tutta la vita.
I giornali nazionali, saputo dell'accaduto, hanno cercato di spostare il centro dell'attenzione, e hanno parlato di assalto al carcere da parte di 40 facinorosi, buttando la croce addosso ai soliti violenti ultras.
Nel frattempo la digos, grazie ai filamti in possesso, indaga, non sui secondini, ma sui ragazzi che si presume abbiano assaltato il carcere.
Speriamo che venga fatta luce sulla vicenda, sia per rispetto nei confronti di Giancarlo, sia per rispetto nei confronti dei suoi amici.
Giancarlo è stato ricordato in molti stadi italiani con cori e striscioni.
Giustizia per Gabbo, giustizia per Giancarlo.

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